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L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI ERNEST

di Oscar Wilde

L'importanza di chiamarsi Ernest è una delle commedie più conosciute di Oscar Wilde e forse una delle più rappresentate al mondo.
Il titolo - e la storia stessa - si basa su un gioco di parole intraducibile in italiano: "Earnest", che in inglese significa onesto, serio, fedele, ed Ernest, il nome preferito dalle protagonisti femminili della vicenda.
La commedia "frivola per gente seria", secondo la definizione dell'autore, è ricca di non-sense e di assurdi paradossi - recitati, come da tradizione, nel modo più imperturbabile, ma nasconde in realtà un feroce attacco ai moralismi e all'ipocrisia dell'epoca vittoriana.
Non è comunque un mondo lontano ai nostri occhi: è fin troppo facile riconoscervi la difficoltà nostra, contemporanea, di vivere con onestà, di affrontare la realtà, senza travisarla attraverso le lenti deformanti della nostra anima, di conoscere veramente l’altro, senza caricarlo delle nostre aspettative.
Lo spettacolo è caratterizzato da elementi di scenografia essenziali e rappresentativi, in dichiarato contrasto con l’accurata selezione dei costumi in stile vittoriano, è suddiviso in due atti e, nonostante la sua durata di circa due ore, conta su un ritmo incalzante, scandito dalle continue battute condite dall’implacabile e irresistibile ironia del grande Oscar Wilde.

Locandina L'importanza di chiamarsi Ernest, una commedia frivola per gente seria
CAST
JACK WORTHING - Alessandro Capone
ALGERNON MONCRIEFF - Luca F. Laviano
GWENDOLEN FAIRFAX - Alessia Colibazzi
LADY BRACKNELL - Patrizia Depau
CECILY CARDEW - Valeria Di Giuliano
MISS PRISM - Leonarda Borghini
REVERENDO CHASUBLE - Nicola Pisano

Scene: Ivano De Santis
Grafica: Andrea Orciuolo
Fotografie: Alfredo Colibazzi

Regia: Nicola Guerzoni

in scena dal 16 al 19 dicembre 2010

SINOSSI
Jack Worthing conduce una doppia, segretissima vita, dividendosi fra la sua residenza di campagna, dove ospita la giovanissima Cecily Cardew, di cui è tutore, e i salotti aristocratici della Londra vittoriana, dove frequenta Algernon, squattrinato rampollo di nobile famiglia, e corteggia Gwendolen, cugina di Algernon.
Per salvaguardare la sua reputazione agli occhi di Cecily e giustificare i suoi frequenti soggiorni a Londra, Jack ha raccontato di un fratello minore di nome Ernest, che conduce una vita scapestrata e che ha continuamente bisogno del suo aiuto. A Londra Jack è conosciuto proprio con il nome di Ernest, non sapendo che Gwendolen si è innamorata di lui esclusivamente per questo suo nome, assonante con "Earnest" (che in inglese significa "serio, onesto"). Lady Bracknell, madre di Gwendolen, proibisce comunque il loro fidanzamento, quando scopre che Jack è stato abbandonato da bambino e poi adottato dalla ricca famiglia Cardew.
Scoperta casualmente l’esistenza di Cecily e intrigato all’idea di conoscerla, Algernon si presenta di nascosto nella casa di campagna di Jack, spacciandosi per suo fratello, il corrotto e perverso Ernest, non sapendo che la ragazza si era creata una storia d’amore immaginaria con questo chiacchierato fratello, incentrata proprio sul nome "Ernest". Quando Gwendolen, sfuggita al controllo materno e decisa a fidanzarsi, arriverà in campagna per cercare il suo "Ernest" e troverà una bella giovane, che millanta il fidanzamento con il suo "Ernest", sarà evidente che è difficile condurre una vita in cui la menzogna è la regola....

PROGETTI SOCIALI E BENEFICENZA
L'incasso dello spettacolo è stato in parte devoluto in beneficenza all'associazione Strada Facendo Onlus.

FOTO DI SCENA
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L'importanza di chiamarsi Ernest, foto di scena

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